Stati Uniti: la Recessione di Jim

Asti, 6 marzo 2016

Jim Rogers – presidente di Rogers Holdings – è sicuro che nell’arco di 12 mesi gli Stati Uniti entreranno in Recessione: questo è quanto dichiarato da Rogers in un’intervista rilasciata a Guy Johnson diffusa da Bloomberg Tv.

“Sono passati quanti sette anni? Otto anni dall’ultima Recessione? Storicamente abbiamo uno stato di Recessione entro i quattro – sette anni per una qualsiasi ragione, non dico che debba per forza accadere in sette anni, ma guardate il debito: è sconcertante!”.

La proiezione di Rogers lascia basiti in quanto si presenta in netto disaccordo con quella dei maggiori analisti di Wall Street, che parlano di una probabilità di Recessione pari al 33%.

Rogers, dal canto suo, non è stato preciso nel fornire indicazioni relative ad un possibile fattore scatenante, ma ha affermato che un eccessivo rallentare delle economie in Cina, Giappone ed Eurozona potrebbero essere dei significativi canali di contagio.

L’ex socio di George Soros ha suggerito che se gli investitori osservano i dati macro in modo corretto si possono già da ora notare segnali ben precisi di un vacillare dell’economia a stelle e strisce.

“Non prestate attenzione ai dati diffusi dal governo, ma guardate con attenzione i numeri reali”.

La posizione di Rogers sul Dollaro USA è nettamente Long ed a questo proposito dichiara:

“Potremmo avere una bolla sul Dollaro, mi spiego: se lo scenario recessivo USA si verifica accompagnato da un pesante rallentamento delle economie globali, allora gli investitori metterebbero i loro soldi nel Dollaro e così si genererebbe una bolla”

Petrolio ed Oro

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PETROLIO, RIYADH: UN NEMICO DA UN MILIARDO DI BARILI

Petrolio: Output Freezing e Ripercussioni sui mercati

Asti, 28 febbraio 2016

L’Arabia Saudita ha ribadito chiaramente che non sarà effettuato – almeno a breve termine – nessun taglio alla produzione, ma nel corso della CERAWeek di Houston ha altrettanto chiaramente confermato l’intenzione di rispettare l’impegno preso volto a congelare la produzione agli attuali livelli.

L’accordo risale alla settimana passata e ad esso hanno aderito anche Venezuela e Qatar, ma quali sono le reali ripercussioni sul mercato di tale accordo? Apparentemente nessuna, in fin dei conti l’Arabia Saudita sta attualmente pompando Greggio ad un livello estremamente elevato, ma non tutti la pensano così ed effettivamente le cose potrebbero rivelarsi lievemente diverse.

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La situazione è ben spiegata da Olivier Jakob (Petromatrix GmbH) che dichiara: “L’estate è ormai alle porte ed un congelamento della produzione potrebbe essere equivalente ad una contrazione delle esportazioni: se i sauditi rinunceranno ad incrementare l’output quando il fabbisogno interno raggiunge il suo apice, allora potrebbero esserci 500000 barili in meno che si riverseranno a mercato su base giornaliera”. Continua a leggere

Europa e Rifugiati: Quattro Grafici per Una Crisi

Asti, 30 Gennaio 2016

Niente Commodities questa settimana: questa settimana parliamo di Europa e crisi! Quale crisi? Quella dei rifugiati

Analizziamo i fatti con la view di chi ci osserva da lontano: leggiamo questo articolo realizzato per Bloomberg da Ian Wishart che ci spiega la Crisi in quattro grafici.

Europa: la Crisi

Più di 50000 rifugiati  in fuga dai disordini e dalle violenze di Medio Oriente ed Africa sono giunti sulle coste dell’Europa nel corso del solo mese di Gennaio: stiamo parlando di una quantità di anime 10 volte superiore a quella registrata nel corso di Gennaio 2015. Continua a leggere