Teheran: la Sciabola Saudita scatena la Rivolta

Asti, 3 gennaio 2016

Chi era il religioso giustiziato dal governo saudita? Perchè la sua morte è importante? Cerchiamo di scoprirlo in questo breve articolo!

La notizia risale a sabato 2 gennaio: l’Arabia saudita ha giustiziato 47 uomini per reati connessi al terrorismo.

Tra questi uomini vi era Nimr al Nimr, esponente religioso sciita di spicco che ormai da tempo si contrappone ai sunniti che guidano l’Arabia Saudita.

La condanna internazionale non tarda ad arrivare e particolarmente accesa si rivela la risposta di Teheran, con una folla inferocita che assalta l’ambasciata saudita dandone alle fiamme la struttura;  non vi è alcun dubbio: questo episodio non farà altro che aumentare la tensione tra Arabia Saudita ed Iran, due nazioni in lotta per tutto, dalla politica alle quote di mercato nel settore petrolifero.

Chi sono gli attori di questo confronto? E come si possono sviluppare gli eventi?

Chi era Nimr al Nimr?

SheikhNimrNimr al Nimr (57 anni) era un religioso sciita ed era una figura ben nota per l’impegno profuso nelle manifestazioni anti governative e per le severe critiche mosse ai governanti sauditi durante i suoi sermoni con oggetto il trattamento della minoranza sciita; se da una parte possiamo trovare una sorta di par-condicio nelle critiche mosse sia ai governanti sunniti che a quelli sciiti, non è in ogni caso difficile notare un particolare accanimento verso le famiglie reali saudite e del Bahrain.

Nel 2009 lo scontro raggiunge livelli di tensione altissimi ed al Nimr minaccia di condurre la popolazione sciita dell’Arabia Saudita in una lotta per la secessione  e proprio questo contesto innesca un esacerbarsi delle difficoltà della popolazione sciita a causa di un giro di vite da parte del Regno.

Informazioni ottenute tramite Wikileaks mostrano come al Nimr abbia tentato, nel 2008, di prendere le distanze da Teheran, in quanto l’Iran agisce solo per esclusivo interesse personale e quindi i Sauditi Sciiti non devono assolutamente attendersi una qualsivoglia forma d’appoggio garantito unicamente sulla base di una presunta unione settaria.

Nel 2012 abbiamo l’arresto di al Nimr e la successiva condanna a morte nel corso del 2014.

Perchè è importante la sua esecuzione?

L’Arabia Saudita, a maggioranza sunnita, è sfuggita quasi del tutto alle agitazioni che hanno percorso il mondo arabo nel 2011, ma gli sciiti locali hanno reagito ed in alcune occasioni si sono registrati scontri con le locali forze di sicurezza. La popolazione sciita è concentrata nella regione orientale vicino ai giacimenti petroliferi e pesa per il 10 – 15 % della popolazione.

Ora, al Nimr è diventato un vero e proprio simbolo della lotta tra le due etnie, una lotta senza quartiere di cui ha approfittato anche l’ISIS che ha colpito alcune moschee sciite nella regione orientale.

Esecuzione: perchè ora

A determinare l’uccisione di al Nimr è l’attuale contesto in cui versano Yemen, Siria ed Iraq: molto semplicemente il Regno ha voluto restituire un’immagine di forza sia contro l’Iran che contro i dissidenti interni.

Da Birmingham giunge il commento di Scott Lucas (analista specializzato nello studio delle dinamiche geopolitiche iraniane) che dichiara: “I sauditi con questa esecuzione hanno varcato una vera e propria linea di confine e lo hanno fatto adducendo come motivazione un presunto legame del leader religioso con Al Qaeda”.

Iran: la reazione

TeheranLa reazione dei manifestanti iraniani è stata feroce: armati di pietre ed ordigni atti ad incendiare si sono ammassati davanti all’ambasciata saudita a Teheran ed hanno dato alle fiamme alcune parti dell’edificio.  Un piccolo gruppo ha fatto irruzione all’interno saccheggiando alcuni locali ed al termine dei tafferugli alcuni rivoltosi sono stati tratti in arresto.

3_khamenei-880608-2-000Deciso il Leader Supremo Ayatollah Ali Khamenei, il quale ha avvertito i sauditi che presto dovranno affrontare una divina mano vendicatrice proprio a seguito di questa uccisione.

Più moderato il leader iraniano Hassan Rouhani, il quale condanna sia l’esecuzione che gli atti di violenza contro l’ambasciata saudita nell’intento di smorzare i tono del confronto in atto.

Le tensioni si aggraveranno?

“La palla è ora nelle mani degli iraniani – spiega Lucas – ed ogni mossa di Hezbollah, ogni eventuale sostegno agli Houthi nello Yemen finirà dritto nel mirino saudita, ma non credo che questo avverrà”.

“Arabia saudita ed Iran – dichiara il satirico Karl Sharrosono come due ragazzini che gridano al Bar: urlano, ma non sono ancora pronti ad andar fuori…”

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