Commodities: The Last Week! 09.10.2015

Asti, 9 ottobre 2015

Appuntamento doppio nella nostra rubrica settimanale: si parte con un’analisi di quanto sta accedendo ai raccolti cinesi per passare all’analisi di Grains ed Oro nella sezione video: buona lettura!

Cina: Crollano le proiezioni sui raccolti

La Cina contava molto sul suo raccolto di Mais, un raccolto che avrebbe dovuto sostenere tutte le esigenze in campo di alimentazione animale, ma si sa, non sempre le cose vanno per il verso giusto e questa è una di quelle occasioni.

Le proiezioni erano per un raccolto record ed invece con tutte le probabilità ci troveremo di fronte alla situazione opposta, con un calo del 5.8% in grado di spingere i raccolti verso un livello che non si vedeva da quindici anni a questa parte.

I dati sono stati comunicati direttamente da Bloomberg che, per reperire le informazioni necessarie, ha usufruito delle prestazioni di SGA SA che ha effettuato rilevazioni sui raccolti cinesi nelle principali aree di coltivazione: lo studio mostra evidenti danni da siccità (raccolti in ritardo e caratterizzati anche nel migliore dei casi da un notevole ritardo nello sviluppo).

Le stime letteralmente sconvolgono le previsioni dell’USDA che – nel report del 9 ottobre – fornivano al mercato una proiezione per un incremento del 4.3%.

Il calo del raccolto giunge in un momento molto particolare caratterizzato da un calo delle scorte locali – il primo in cinque anni – e potrebbe innescare un incremento dei prezzi interni già particolarmente sostenuti da acquisti pubblici sostenuti tramite sovvenzioni statali e favoriti dalle restrizioni sulle importazioni a basso costo.

La Cina riveste un ruolo fondamentale nel mercato del Mais e negli ultimi anni abbiamo assistito ad un progressivo incremento delle scorte e ad una crescita sostenuta che ha favorito i consumi del prodotto di cui i due terzi della produzione interna sono destinati all’alimentazione suina.

La Cina consuma più Mais di qualsiasi altra nazione (eccezion fatta per gli USA) e consuma più della metà della carne suina a livello mondiale.

La siccità ha colpito pesantemente i raccolti – spiega David Streit, Commodity Weather Grouped ha eliminato l’umidità al suolo proprio in un’area caratterizzata da una bassa presenza di irrigazione artificiale. La siccità in oggetto causerà un rendimento particolarmente deludente”.

Semine maggiori

L’output di prodotto cinese era previsto ad un livello record anche in funzione delle semine che, nel corso di quest’anno, sono state notevolmente ampliate.

Delle sette maggiori aree di coltivazione – che da sole pesano per il 69% del totale prodotto – una sola ha mostrato una riduzione dell’acreage (dati forniti da SGS a mezzo fonte Bloomberg).

L’incremento delle semine è tuttavia inficiato da una siccità che frena per il secondo anno consecutivo i raccolti inducendo danni alle piante sottoforma di steli e chicchi danneggiati; i danni sono concentrati nelle regioni del Nord Est (vicino alla Corea del Nord) e nella Mongolia interna, verso Ovest.

Al termine del mese di luglio le precipitazioni localizzate nel Liaoning (quarta provincia per crescita di prodotto) si sono attestate al 10% della media in corrispondenza del livello più basso dal 1951 ad oggi.

Il periodo di siccità prolungato ha aggravato i danni causati in precedenza da un forte abbassamento delle temperature nel periodo primaverile, un abbassamento delle temperature che ha costretto i coltivatori a piantare il Mais in notevole ritardo rispetto alla finestra d’impianto tradizionale.

Le rilevazioni condotte da SGS mostrano piante alte la metà del normale nelle provincie del Nord Est (Heilongjiang, Jilin e Liaoning) e la resa delle principali provincie è scesa del 6.1% (Mark Oulton, SGS SA Global Research).

La siccità di quest’anno si presenta maggiormente dannosa rispetto a quella della stagione passata con il 74% dei coltivatori presi a campione che citano perdite di resa dovute al clima asciutto; nel 18% dei casi i soggetti intervistati citano danni causati da un eccesso di vento.

Il peggioramento climatico maggiormente significativo si riscontra nel Jilin, Liaoning e Mongolia Interna.

La Corn Belt cinese è stata inoltre attinta da un eccessivo proliferare di parassiti con il 22% degli intervistati che dichiara danni da essi derivanti contro il 6% della stagione passata; in aumento anche i danni da infezioni fungine che raggiungono il 13% contro il 4% del 2014.

La situazione risulta critica anche nello Heilongjiang – regione “Top Producer” della Cina – dove i rendimenti hanno subito un drastico calo a causa del forte vento che ha totalmente invalidato l’aumento dello 0.6% dell’acreage.

Perdite di raccolto anche nel Jilin – regione al secondo posto tra le Top Producer – dove la scarsità di acqua si è abbinata ad infestazioni a carattere parassitario particolarmente deleterie per i raccolti.

La situazione poteva essere anche peggiore – spiega Mark Oulton – e solo il passaggio a varietà ibride in grado di resistere a clima secco e parassiti ha impedito il verificarsi di quella che vent’anni fa sarebbe stata una vera e propria catastrofe”.

In conclusione le previsioni di SGS sono per il maggior declino produttivo dal 200 ad oggi: proprio nel 2000 la siccità indusse una contrazione dell’output pari al 17%.

Per quanto concerne le stime relative al prossimo raccolto abbiamo l’USDA che prevede un aumento dell’output a 225 milioni di tonnellate, dato che contrasta con il calo previsto da SGS.

Scorte

In riferimento alle scorte locali di prodotto abbiamo un governo cinese che, nel corso degli ultimi anni, ha acquistato ingenti quantità di prodotto a prezzi ben superiori rispetto a quelli di mercato al fine di proteggere gli introiti dei coltivatori.

Le stime dell’USDA sono per delle scorte a quota 90.6 milioni di tonnellate (+11%) prima del raccolto 2016. La quantità di prodotto stoccato aumenta quindi sensibilmente, basta pensare che, nel 2011, le riserve di prodotto ammontavano a 49.4 milioni di tonnellate.

La politica di mercato del governo cinese mantiene la Cina sostanzialmente isolata dal mercato mondiale ed il peso delle azioni delle autorità locali è riscontrabile solamente nelle importazioni da stati terzi.

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