Commodities: The Last Week! Speciale WASDE | 10.10

Asti, 10 ottobre 2015

Nella sessione di ieri è stato diffuso il WASDE Report che, come capita molto spesso, è stato in grado di stupire gli analisti con variazioni inattese in special modo sul Corn, ma andiamo con ordine e partiamo con quelli che si sono dimostrati i veri protagonisti del mercato: i Soybeans.

Soybeans

Il contratto novembre si trovava in territori negativo per quasi l’1% sino alla diffusione del Report, ma come i dati hanno iniziato a fluire a mercato la volatilità è aumentata ed il prodotto ha terminato gli scambi in territorio positivo a quota 885.75 USd/bu (+0.51%).

Il recupero è diretta conseguenza di una revisione a ribasso del raccolto USA che risulta maggiore delle previsioni ufficiali: nel dettaglio la riduzione dell’output previsto ammonta a 47 milioni di bushels per un totale di 3.89 bln bushels e si mostra inferiore alle attese per 20 milioni di bushels.

Acreage e Yeld

In riferimento alla resa (Yeld) risulta in essere un piccolo upgrade di 0.1 bushels per acro per un totale di 47.2 bushels per acro.

In calo la superficie dedicata alla coltivazione del prodotto (acreage) che subisce un taglio di 1.1 milioni di acri, nettamente superiore ai 635000 acri rilevati nelle previsioni ufficiali.

L’aggiornamento relativo all’acreage è stato realizzato sulla base di rilevazioni condotte in diversi stati tramite una revisione completa di tutti i dati disponibili.

La riduzione dell’acreage riflette una primavera piovosa che ha influito negativamente sulle semine del prodotto ed effettivamente già da tempo si sapeva che le semine non sarebbero giunte ai livelli record dell’anno passato.

Le aree maggiormente penalizzate sono state il Missouri, l’Ohio, l’Illinois e la Louisiana.

Mais

Anche il Mais si rivela protagonista in occasione dell’edizione di ottobre del WASDE Report, ma in negativo…

Onestamente avrei pensato ad una Resa invariata nel peggior caso o, tutt’al più in lieve ribasso, perlomeno questa era la mia personale opinione sino alla diffusione dei dati che hanno infine mostrato una Yeld rivista a rialzo per 0.5 bushels per acro ad un totale di 168 bushels per acro.

Il dato relativo alla resa letteralmente annulla la riduzione di acreage e se i numeri saranno confermati ci troveremo davanti al secondo rendimento record per gli Stati Uniti con una produzione di 13.56 bln bushels.

La stima per le scorte mondiali di prodotto vede un totale di Mais a magazzino pari a 187.7 milioni di tonnellate al termine della stagione 2015 – 2016, valore che si conferma lievemente al di sotto delle attese di mercato.

Il contratto dicembre 2015 risente in negativo della diffusione del report e si attesta a 382.75 USd/bu in calo del 2.4%.

Frumento

In relazione al Frumento, i dati si presentano anche in questo caso essenzialmente negativi, con una riduzione delle scorte USA minore del previsto e con un incremento inatteso degli stocks mondiali.

Deciso – e pessimista – Mike Zuzolo (Global Commodity Analytics) il quale invita gli investitori a non attendersi un Frumento alla guida di una corsa rialzista dopo il Report di venerdì sera…

Il contratto dicembre 2015 si è mostrato volatile e dopo una serie di escursioni in territorio positivo il prodotto ha ceduto alle pressioni ribassiste ed ha archiviato gli scambi in territorio negativo attestandosi a 509.25 USd/bu (-0.6%).

Aggressiva (forse troppo) la riduzione alla proiezione relativa all’export che subisce un downgrade di 50 milioni di bushels.

Negative anche le stime relative all’estero, con un upgrade del raccolto australiano pari ad 1 milione di tonnellate per un totale di 27 milioni di tonnellate.

Anche in questo caso il risultato delle rilevazioni giunge sostanzialmente inatteso, in quanto pareva che il meteo avesse compromesso al capacità di resa dell’Australia, ma le indicazioni contenute nel WASDE Report parlano di un sottosuolo australiano ricco di umidità che ha reso possibile sopportare un mese di settembre particolarmente secco.

Il dato dell’USDA non manca di suscitare perplessità diffuse e basta confrontarlo con altri analisti per comprendere il perchè: prendiamo ad esempio Pentag Nidera (Queensland) qui abbiamo una riduzione delle stime relative alla produzione di Frumento che vedono un valore finale – secondo Nidera – pari a 24.5 milioni di tonnellate.

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