Commodities: The Last Week | 22.08

Asti, 22 agosto 2015

Ritorna, dopo la pausa estiva, la rubrica settimanale che descrive nel dettaglio i movimenti di prezzo che più hanno fatto discutere nell’ottava appena terminata.

Petrolio

Si conferma il sentiment negativo che caratterizza il Petrolio, con il prodotto che scende al di sotto di quota 40 dollari er barile per la prima volta dal 2009 ad oggi.

La situazione di surplus continua a condizionare il mercato e le previsioni di prezzo di alcuni istituti (tra cui Citigroup) non sono di sicuro rosee, con possibili estensioni del selloff a quota 32 dollari per barile.

Pesa sul comparto anche l’aumento delle scorte di greggio, un elemento di pressione che si aggiunge al quadro  geopolitico attuale caratterizzato da una lotta dei grandi produttori per mantenere intatte le quote di mercato od aggiudicarsi nuove fette di mercato.

Proponiamo a seguire una serie di articoli dedicati al Petrolio 

Petrolio: il problema sono le valute

Petrolio: dato inatteso o forzatura dei prezzi?

Petrolio: sui prezzi grava la condizione delle raffinerie

Petrolio: il problema sono le valute

Morgan Stanley e Petrolio: 4 ragioni per comprare Energy Stocks

Oro

In questo contesto caratterizzato da una forte incertezza a livello macroeconomico e geopolitico brilla il metallo giallo, bene rifugio per eccellenza che beneficia, oltre che della situazione attuale, anche di una possibile / probabile posticipazione della stretta monetaria da parte della Federal Reserve.

Il mantra ripetuto dai funzionari del FOMC nella lettura delle minutes relative all’ultimo meeting della Fed suona pressappoco così:” … Sono necessari ulteriori segnali di miglioramento” e questo vale sia per l’economia che per il mercato del lavoro.

Ulteriori informazioni qui

Oro: di nuovo protagonista

Svalutazione ed Oro: in Cina le cose non vanno bene

Fomc: in dubbio una stretta a settembre

Agricoli

Sul comparto gravano, fondamentalmente, i timori relativi all’economia cinese, cui si aggiunge una previsione particolarmente ottimista relativa ai raccolti ed una caduta del Real che va a gravare su Caffè e Zucchero.

Pro Farmer Crop Tour

Corn

Tra le news di rilievo giunte a mercato abbiamo anche i risultati del Pro Farmer Crop Tour, che rivede a quota 13.323 bln bushels la produzione 2015 di Mais USA con una resa di 164.3 bushels per acro: le stime si presentano inferiori a quelle dell’USDA, rispettivamente 13.686 bln bushels con una resa di 168.8 bushels per acro.

Le notizie di cui sopra sono, apparentemente, favorevoli ai prezzi, ma recenti rilevazioni sul campo mostrano rese maggiori a quelle dichiarate, un fatto questo che mette i prezzi sotto pressione ed aggiunge una notevole incertezza a mercato.

Soybeans

I Soybeans sono maggiormente esposti al calo delle quotazioni del greggio ed alla situazione economica cinese e registrano quindi una performance negativa maggiore rispetto a quella degli altri componenti il comparto.

Le stime di Pro Farmer sono per un output USA pari a 3.887 bln bushels con una resa di 46.5 bushels per acro: anche in questo caso le proiezioni sono inferiori a quelle dell’USDA che sono rispettivamente di 3.916 bln bushels con una resa di 46.9 bushels per acro.

Europa

Inghilterra

Abbondanti sono stati i dati in arrivo dall’Europa, con l’agenzia ADAS che segnala un raccolto di Frumento invernale in Inghilterra completo al 40% con rese comprese tra 8.3 ed 8.6 tonnellate per ettaro, con un rialzo del 9% – 13% rispetto alla media decennale (7.7 tonnellate per ettaro).

Francia

In arrivo anche i dati relativi alla Francia, che mostrano un raccolto decisamente elevato: a questo proposito vi rimando alla lettura dell’articolo dedicato disponibile cliccando sulla dicitura sottostante.

Frumento: in Francia è record

Canada

Rivisto a ribasso il raccolto di Frumento canadese, con Statistics Canada che divulga una proiezione complessiva di 24.63 milioni di tonnellate che risulta nettamente inferiore alle attese di 25.6 milioni di tonnellate.

A condizionare le rese è stata la situazione climatica con un clima eccessivamente caldo ed asciutto in Saskatchewan ed Alberta.

Softs

Il quadro complessivo si mostra ancor peggiore per il comparto Softs che risente di un ulteriore crollo della divisa brasiliana: il Real.

La valuta del Brasile ha ceduto un altro 1.1% contro il Dollaro USA e fin qui nulla di strano in questo periodo caratterizzato da una estrema volatilità: il fatto curioso è che il Real ha perso terreno contro il Dollaro proprio in un giorno in cui il Dollaro stesso non era particolarmente brillante rispetto alle altre valute e questo testimonia come il Real stia affrontando un momento realmente difficile.

A subire gli effetti negativi di questa situazione valutaria sono Zucchero e Caffè, prodotti di cui il Brasile è il maggior esportatore a livello mondiale.

Caffè

In relazione al caffè ci troviamo con una situazione climatica caratterizzata da forti precipitazioni in grado di favorire la fioritura del raccolto della prossima stagione e questo concorre a tenere i prezzi sotto pressione, come dimostra il calo particolarmente pesante delle quotazioni del prodotto.

Zucchero

Anche il dolcificante si propone in calo, con le operazioni sul campo nelle coltivazioni di canna brasiliana che procedono a pieno ritmo.

Un report di Unica Group mostra un output di Zucchero pari a 2.86 milioni di tonnellate nella prima metà del mese di agosto, in netto rialzo rispetto alle 2.79 milioni di tonnellate della seconda metà del mese di luglio.

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