Commodities: The Last Week! Speciale Oro. 02 Novembre 2014

Asti, 2 novembre 2014

La sessione del 31 ottobre 2014 è terminata con un forte calo delle quotazioni del metallo giallo, che pone fine alle contrattazioni attestandosi a quota 1171.6 $/t.oz in calo del 2.26% dopo aver segnato i minimi di giornata a 1160.5 $/t.oz, livello ove le quotazioni hanno trovato la forza di reagire. Vediamo ora di riassumere il contesto tecnico e fondamentale del prodotto, focalizzandoci su quelli che sono stati i fattori fondamentali che hanno determinato i movimenti a cui abbiamo assistito.

Federal Reserve

Il recente meeting della Banca Centrale statunitense si è concluso con il termine del programma di stimolo economico (cosa che il mercato aveva già in parte

scontato) ma, contemporaneamente, le dichiarazioni dei responsabili hanno presentato una forte incertezza nell’identificare una possibile data del rialzo dei tassi di interesse, i quali rimangono legati a filo doppio con l’andamento dell’economia, che continua a mostrarsi in ripresa soprattutto per quanto concerne il mercato del lavoro che si propone in ripresa.

Sul possibile esito di questo meeting è stato detto di tutto e di più, continuazione del QE, inizio prematuro dell’innalzamento dei tassi di interesse, ma è mia opinione personale che l’esito di quest’ultimo incontro sia stato pienamente in linea con le attese di mercato.

Un’altro evento è tuttavia intervenuto ed ha causato notevole scompiglio nei mercati, un evento totalmente inatteso che si chiama Bank of Japan.

Bank of Japan

Le notizie che hanno sconvolto il mercato arrivano dal Giappone dove, al termine di un meeting di politica monetaria della Banca Centrale, è stato dichiarato in modo totalmente inaspettato un incremento del programma di stimolo economico (leggi QE) che viene innalzato alla cifra annuale di 80000 miliardi di Yen (circa 571 miliardi di Euro).

A motivare la decisione sono le rilevazioni condotte sulla crescita economica e sull’inflazione, che sembrano non aver ancora metabolizzato appieno gli effetti nefasti dell’incremento dell’IVA introdotto nel mese di aprile. Nel dettaglio la nuova liquidità introdotta sarà destinata a triplicare gli acquisti in ETF e Trust Immobiliari.

Allo stato attuale si nota inoltre un rallentamento dell’inflazione, che potrebbe faticare non poco a raggiungere l’obiettivo ufficiale fissato al 2%.

La decisione ha visto letteralmente divisi a metà i responsabili della BOJ e le votazioni hanno mostrato 5 membri favorevoli e 4 contrari alla decisione intrapresa.

Il fattore svizzero

Tutti gli elementi in nostro possesso sembrano indicare l’avvicinarsi di tempi estremamente duri per il metallo giallo, tutti tranne uno: il “Fattore Svizzero”.

Proprio dalla Svizzera potrebbe arrivare una decisione che sarebbe in grado di proiettare l’Oro verso un consistente rialzo, ma lo sapremo solo il prossimo 30 novembre, quando i cittadini elvetici saranno chiamati a pronunciarsi in un referendum dove dovranno decidere se imporre alla Banca Centrale Svizzera di aumentare sino al 20% (almeno) le riserve di metallo giallo, decisione che contiene un’ulteriore vincolo, poichè la proposta prevede un divieto di vendita del prodotto in futuro.

Le implicazioni sono notevoli, basti pensare che una vittoria dei “Si” obbligherebbe la Bns ad acquistare ben 1500 tonnellate di Oro nel corso dei prossimi 5 anni.
Per renderci meglio conto della portata di questa decisione basta pensare che la produzione aurifera si aggira intorno alle 3000 tonnellate annue mentre, per quanto concerne le banche centrali, nel corso dell’anno passato si stima abbiano compiuto acquisti per un totale di 409.3 tonnellate di prodotto.

Domanda di Oro fisico

In questo contesto globale di difficoltà il metallo giallo vede una richiesta di prodotto fisico soddisfacente soprattutto grazie a Cina ed India, grazie all’approssimarsi (proprio in India) della stagione dei matrimoni, tipicamente in grado di indurre un aumento di domanda.

Sempre nell’ambito degli acquisti risultano degne di note le mosse della Banca Centrale Russa, che aumenta di 37.3 tonnellate le sue riserve nel tentativo di sostenere il valore del Rublo, affossato dal peso delle sanzioni internazionali e dal crollo dei prezzi del Petrolio.

SPDR Holdings

Le partecipazioni nell’ SPDR Gold Trust continuano a ridursi progressivamente e raggiungono quota 741.2 tonnellate nella sessione di ieri, livello minimo da ottobre 2008 ad oggi.
L’insieme degli avvenimenti citati in precedenza ha portato ad un rafforzamento del dollaro, che contribuisce a mantenere i prezzi sotto pressione in un contesto globale già di per se caratterizzato da evidenti difficoltà.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...