The weekly gold! 18 Ottobre 2013

Asti, 18 ottobre 2013

Il future sull’oro termina la sessione del 17 ottobre con una candela verde smeraldo, analizziamo quali sono stati i market mover dell’ ottava che sta per concludersi.

Shutdown e tapering

Si è fatto attendere, ma alla fine il tanto bramato accordo tra democratici e repubblicani è arrivato: le parti sono finalmente giunte ad un punto di incontro che vede la riapertura dello Stato federale sino al 15 gennaio e l’ innalzamento del tetto del debito concessa sino al 7 febbraio.  Tutto a posto quindi? Non sembra! La risoluzione dello stallo politico USA ha subito dato il via alla speculazione, una speculazione che ha avuto come oggetto il temuto tapering da parte della Fed. L’ onda speculativa ha interessato più settori, in primis il biglietto verde ed a seguire l’ oro che supera in giornata i 1320 $/t.oz, con gli investitori convinti che i recenti avvenimenti costringeranno la Fed a non effettuare la riduzione dello stimolo economico in atto. A questo proposito ha le idee ben chiare Frank McGhee (Brokerage Integrated Services, Chicago) il quale dichiara a Bloomberg: “La debolezza del dollaro gioca a favore dell’ oro, la situazione economica attuale costringerà la Federal Reserve a lasciare invariato lo stimolo economico”; in questo contesto si muove anche la Cina (il più grande detentore di Treasuries estero), dalle cui agenzie di rating arriva un downgrade degli USA da A ad A-.

Il mercato orso dell’ oro

Il mercato dell’ oro si trova in un trend ribassista dal 15 aprile e quota attualmente ad un prezzo di oltre il 30% più basso del massimo storico a 1921 $/t.oz segnato nel settembre 2011; la debolezza si riflette anche negli indici di settore, con lo Standard & Poos GSCI che dall’ inizio di gennaio ha ceduto l’ 1.4%  a differenza dell’ MSCI All-Country World Index (azionario) il cui valore risulta incrementato di ben il 15%. L’ oro ha perso valore anche durante il periodo di chiusura del Governo federale, testimoniando così la scarsa propensione degli investitori a considerare il metallo giallo un investimento sicuro per fronteggiare le turbolenze politico – economiche in corso.

Previsioni

Ricordiamo tutti le parole di Jeffrey Currie (Goldman Sachs) il quale definiva uno slam dunk (un colpaccio) la vendita di oro nel 2014 puntando su di una discesa sino a 1050 $/t.oz, ma non tutti la pensano così ed in posizione “contrarian” si trova David Wilson (analista di Citigroup Inc. a Londra), il quale dichiara che nuovi eventuali affondi dei prezzi saranno contrastati dall’ aumento della domanda e giustifica la sua convinzione con l’ aumento di richiesta di oro fisico destinato al settore della gioielleria, che si presenta in rapida crescita.

I dati forniti dal World Gold Council sembrano avvalorare questa ipotesi, con i consumatori che acquisteranno sino a 1000 tonnellate di metallo giallo in Cina ed India, livello questo di molto superiore alle 778.6 tonnellate acquistate in Cina nel 2011 e di poco inferiore al record di 1006.5 tonnellate acquisite dall’ India nel 2010.

Previsioni in rialzo anche per le banche centrali, che se nello scorso anno hanno aggiunto 535 tonnellate alle loro riserve, potrebbero terminare il 2013 con un ulteriore incremento di 350 tonnellate (fonte World Gold Council).

Barrick Gold Corp.

Barrick Gold Corp., la più grande società estrattrice, ha recentemente dichiarato la possibilità di chiudere, vendere o ridurre l’ attività di 12 miniere in un’ area geografica che varia dal Perù alla Papua Nuova Guinea. La società ha dichiarato una svalutazione di 8.7 mld di dollari nel secondo trimestre ed ha ridotto del 75% il dividendo delle sue azioni, che al mercato di New York si mostrano in calo del 50%.

Nella giornata del 17 ottobre l’ oro (contratto in scadenza a dicembre 2013) termina le contrattazioni a quota 1320 $/t.oz, con un incremento pari al 3%; per i dettagli tecnici invito i lettori a visionare l’aggiornamento tecnico pubblicato nella giornata del 17 ottobre.

Barometro 18 ottobre

 

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