Nuove tecnologie: i test di Monsanto.

Asti 01 ottobre 2013

La tecnologia in aiuto all’ agricoltura: è questo l’ obiettivo di Monsanto, che è prossima a mettere a punto un test rapido per determinare la resistenza al Glifosato.

La tecnologia, si sa, è in continua evoluzione e questo è sotto gli occhi di tutti noi, basta pensare all’ evoluzione che vi è stata, ad esempio, nella telefonia, ma questo non vuol dire che gli altri settori siano rimasti al palo e la ditta Monsanto è lo specchio di come gli studi si estendano anche a settori più in ombra, come l’ agricoltura. E’ del 25 settembre la notizia che Monsanto** sta mettendo a punto un test rapido per l’ individuazione delle piante resistenti al Glifosato*; gli studi sono condotti da Dale Shaner, studioso delle patologie vegetali recentemente ritiratosi dall’ USDA ARS Water Management Research Unit.

“L’ impiego di Glifosato senza l’ utilizzo di altri erbicidi fa si che le piante infestanti resistenti a questo prodotto continuino a prosperare arrecando danno alle colture, ora che siamo a conoscenza di questo fatto dobbiamo intervenire”. Queste le parole di Shaner, che descrive al sito specializzato Cotton 24/7 il suo studio basato sulla produzione di una tinta cangiante in grado di evidenziare la resistenza al glifosato di una determinata pianta in sole 24 ore, e proprio qui risiede l’ importante novità, in quanto allo stato attuale è già possibile effettuare dei test per individuare questo problema, ma solo utilizzando sofisticate e costose attrezzature in grado di fornire dei riscontri solo dopo svariate settimane.

Secondo l’ U.S.D.A. gli studiosi sono in grado di determinare se una pianta infestante resisterà al glifosato misurando la quantità di un composto noto come Shikimate presente nei suoi tessuti. Il glifosato distrugge le “erbacce” interferendo con la produzione di aminoacidi aromatici, la cui produzione all’ interno del vegetale è strettamente legata allo Shikimate ed il glifosato va a colpire proprio il sistema di diffusione dello Shikimate all’ interno dalla pianta, in conseguenza si deduce che il glifosato risulta più efficace quando applicato a vegetali con un’ alta presenza di Shikimate.

Attualmente il lavoro di Shaner presso Monsanto si svolge in serra e l’ obiettivo dei test è di valutare diversi metodi per l’ individuazione dei livelli di Shikimate nelle piante e determinare così il modo più efficace per i coltivatori di raccogliere materiale vegetale da testare con il metodo Monsanto.

*Glifosato: diserbante sistemico non selettivo assunto per via fogliare.

**Azienda multinazionale attiva nel campo delle biotecnologie agrarie.

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