Corn future: mai così basso da tre anni! 30 settembre 2013

Asti 30 settembre 2013

Il future sul mais subisce l’ ennesimo attacco dei venditori e piomba al prezzo più basso da tre anni ad oggi.

Il mais cede il 37% nel corso del 2013 e questo gli conferisce il primato di materia prima soggetta al maggior calo nello Standard & Poor GSCI Spot Index. Le notizie diffuse dal Dipartimento dell’ Agricoltura degli Stati Uniti parlano di scorte che arrivano a 824 mln di bushel, una cifra nettamente superiore sia alla stima del 12 settembre che prevedeva 661 mln di bushel che alla previsione di 694 mln di bushel ottenuta da un sondaggio condotto da Bloomberg. Tra gli analisti intervistati citiamo Dale Durchholz (analista senior presso AgriVisor LLC con sede a Bloomington, Illinois) il quale dichiara a Bloomberg il suo pessimismo parlando chiaramente di un mercato che “sta per fare i conti con ingenti scorte di mais nell’ anno che verrà e questo limiterà un eventuale rialzo dei prezzi”.  La seduta appena conclusa conferma il momento negativo del mais, che termina gli scambi in calo del 2.8% 441.5 USd/bu.

La situazione del raccolto.

“Le forniture sono maggiori di quanto ci si aspettasse e se non si presenteranno eventi imprevisti, il mais continuerà ad essere sotto pressione. Le coltivazioni stanno fornendo un rendimento maggiore del previsto ed ora non ci rimane che attendere gli esiti delle colture seminate in ritardo a causa del maltempo”, questa la dichiarazione (che poco lascia all’ immaginazione) di Randy Mittelstaedt, direttore ricerca presso R.J. O’Brien & Associates con sede a Chicago (fonte Bloomberg).

Quindi il mais produce solo perdite? Non proprio: come in ogni attività vi è sempre chi guadagna e questa volta tocca alle ditte che producono etanolo (ad esempio la  Archer-Daniels-Midland Co), le quali, ricavando il loro prodotto anche dal mais, risultano favorite dal calo in atto, che consente loro di ottenere il prodotto finito con costi di lavorazione sensibilmente inferiori.

Posizione tecnica.

La visione del grafico del Corn future (scadenza dicembre 2013) conferma il momento negativo, con i prezzi al di sotto delle medie mobili di riferimento e con la bear flag evidenziata nel grafico ormai prossima a raggiungere il suo obiettivo, collocabile in area 435 USd/bu; un ulteriore excursus ribassista aprirebbe la strada al raggiungimento della massima estensione (423.6%) del segnale ribassista in atto dal 28 giugno a 409.6 USd/bu. In senso opposto prima resistenza a 459.6 USd/bu e successivamente a 490.6 USd/bu rispettivamente 261.8% e 161.8% del segnale short in atto.

Corn 30 settembre b flag Corn 30 settembre fibo

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